Gaeta:   tra paesaggi arte e storia

 Immagini di Gaeta


L' Arte a Gaeta

10 luoghi da visitare

1° Campanile del duomo 

Nel 1148 venne donato dal monaco di Sant'Erasmo a Formia, Pandolfo Palagrosio, un terreno adiacente alla cattedrale e prospiciente l'antico foro (l'attuale piazza Cavallo),[10] per costruirvi una torre campanaria, come riportato in un documento del Codex diplomaticus cajetanus:[11] 

Lo stesso anno sarebbe cominciata la costruzione di una grande torre campanaria a partire dal massiccio basamento, per il quale furono utilizzati i blocchi del rivestimento marmoreo del mausoleo di Lucio Sempronio Atratino.[13] La base venne ideata cava al suo interno, così da poter costituire l'accesso monumentale alla retrostante cattedrale, funzione che assolse fino alla ricostruzione successiva al terremoto del giugno 1213, nell'ambito della quale venne capovolto l'orientamento della chiesa.[14]

L'architetto del campanile fu il magister Nicolangelus Romanus, oppure Nicola d'Angelo o più propriamente Angelo di Nicola,[15] il cui nome è riportato in un'iscrizione sulla chiave di volta dell'arco ogivale posto tra le due campate interne del basamento.[14] Egli apparteneva a una nota famiglia di marmorari romani, il cui capostipite fu Paulus vir Magnus, attivi nel XIII secolo nel Lazio e anche a Roma, dove Nicola d'Angelo, con il quale è ipoteticamente identificabile il Nicolangelus di Gaeta,[16] collaborò con Pietro Vassalletto nella realizzazione della colonna del cero pasquale della basilica di San Paolo fuori le mura.[17]

La costruzione del campanile proseguì per tutta la seconda metà del XII secolo e terminò nel 1174;[18] Soltanto nel 1279, essendo vescovodi Gaeta Bartolomeo Maltacea, venne realizzato e portato a termine nell'arco dello stesso anno il torrino apicale di coronamento,[5] come riportato in una lapide in lingua latina attualmente nel palazzo De Vio[19] e originariamente posta all'ingresso della torre:

Nella seconda metà del XX secolo la torre fu oggetto due volte di importanti interventi di restauro. La prima fu negli anni 1958-1963 sotto la direzione dell'architetto Raffaele Perrotti: nella prima fase vi furono opere di consolidamento statico, con l'installazione di un diffuso sistema di incatenamento tramite barre di acciaio e la realizzazione di nuovi solai interni in calcestruzzo armato;[23] la seconda fase interessò l'apparato decorativo esterno,[24] che incluse la rimozione del quadrante dell'orologio seicentesco.[22] Nel corso dei restauri degli anni 1990, volti a preservare l'apparato decorativo originario del campanile, venne rimosso anche il quadrante settecentesco (successivamente esposto permanentemente presso il Museo Diocesano e della Religiosità del Parco dei Monti Aurunci di Gaeta[25]), pur rimanendo installato l'orologio con le lancette e i numeri.[26] Nel giugno 2016 il campanile e l'area antistante sono stati recintati con una cancellata in ferro battuto.


Chiesa di San Francesco
Chiesa di San Francesco

2°   Chiesa di San Francesco









Santuario della Montagna Spaccata
Santuario della Montagna Spaccata

3°  Santuario della Montagna Spaccata

                                                      con  la

Grotta del Turco. 


Panorama del Santuario
Panorama del Santuario
Grotta del Turco
Grotta del Turco

4°Santuario della Santissima Annunziata

e

Cappella d'Oro


I

Sede del Museo Diocesano
Sede del Museo Diocesano

5°  Il Museo Diocesano

Il Museo Diocesano di Gaeta si qualifica sempre di più per essere la rappresentazione della storia di un territorio che va ben oltre gli aspetti religiosi: le collezioni sono l'occasione per approfondire la vita quotidiana a Gaeta, gli aspetti artistici e le committenze di una ricca città che, dal medioevo fino al termine del regno partenopeo, ha avuto momenti privilegiati nella storia del meridione d'Italia. Il Museo oggi espone una complessità di oggetti a partire da miniature, incunaboli, manoscritti provenienti dalla Cattedrale: tra questi, oltre ad alcuni documenti (per esempio, lettere autografe di Sebastiano Conca e di San Gaspare del Bufalo), spicca un incunabolo stampato, a Gaeta, nel 1488, quindi pochi anni dopo che Gutenberg inventasse la stampa a caratteri mobili (1455). Segue una sezione dedicata al Papa Pio IX con i preziosi oggetti di oreficeria e scultura donati dal Pontefice alla Cattedrale di Gaeta.  


Per approfondire :

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